lunedì 27 ottobre 2008

L'Italia è meglio di chi la governa?

Veltroni alla manifestazione del 25 ottobre ha detto che l'Italia è meglio della destra che la governa. Grande dubbio: a mio avviso l'Italia nelle viscere è in grande sintonia con chi la governa. Ci sono popoli che non cambiano mai, il nostro Paese non è mai uscito da una guerra accanto a quelli con cui c'era entrato. Siamo stati un popolo di emigranti, in Europa e verso le Americhe, e oggi non riconosciamo lo stesso diritto a cercare una vita migliore a quanti arrivano sulle nostre coste, non rinunciando però a sfruttarli facendo fare loro quei lavori che noi non vogliamo più fare a un salario di fame.
Siamo un popolo che vive le regole come un inciampo, che ha liberamente scelto di farsi governare proprio da questa destra «peggiore», senza alcun problema ad accettare come un fatto normale l'aberrante macchina di potere berlusconiana, fatta di dominio politico-controllo economico-monopolio mediatico.
Il nostro è un Paese senza memoria, ogni volta che è in difficoltà cerca qualcuno che lo salvi (come Prodi, a esempio) salvo poi buttarlo senza problemi. A Berlusconi viene perdonato tutto, senza accorgersi (o facendo finta di non accorgersi) quanto i suoi comportamenti, la sua politica stiano intossicando il corpo democratico. Io mi sento straniero.

martedì 21 ottobre 2008

Due uova al tegame, un ricordo di Vittorio Foa

Vittorio Foa ci ha lasciato. Una bella vita si è chiusa. Molti hanno scritto di lui, qui voglio ricordare un incontro, a Milano. Erano gli Anni Settanta e si era appena separato, dopo una lunga vita insieme, dalla moglie Lisa. Stava riorganizzando la propria esistenza, con la curiosità che metteva sempre nelle cose che faceva. In quel momento la sua urgenza era molto semplice, quasi elementare eppure paradossale considerando gli anni che aveva, più di 70. Eravamo a pranzo, dalle parti di via Lamarmora, e Vittorio mi chiedeva come si cucinano due uova al tegame. Glielo spiegai, convinto mi stesse prendendo in giro. Poi uscimmo e andammo a comprare le pentole, di varia misura, che sarebbero dovute servire per organizzare la sua nuova dimensione. Foa era scoppiettante nella sua ironia, nel modo con cui si apprestava ad affrontare un nuovo passaggio della sua vita, con la voglia di ricominciare senza soffermarsi sulla malinconia di una storia appena chiusa. Aveva passato otto anni, quelli della giovinezza, nelle prigioni fasciste, aveva attraversato i tempi terribili della guerra, della ricostruzione, delle sconfitte della sinistra, del fallimento di una vita coniugale conservando intatta la curiosità per il mondo. Forse in questo c'entra il suo essere ebreo, con l'abitudine a ricominciare ogni volta. Stasera mi cucinerò due uova al tegame, sarà la mia cerimonia funebre in suo onore. Un abbraccio.

domenica 19 ottobre 2008

Brunetta, il genio senza memoria

Tra i ministri in carica è uno dei più popolari. Ogni volta che lo intervistano, in tv o sui giornali, è categorico, deciso, inflessibile. Si presenta come l'uomo del cambiamento, quello che metterà a posto la burocrazia, i "fannulloni", come se realizzare l'efficienza nella pubblica amministrazione fosse solo una questione di premi e punizioni. Quando parla sembra Joe Belushi nei Blues Brothers, "in missione per Dio". Ispirato da una chiara visione del futuro. Ce ne ha dato prova in questo scambio con Aldo Cazzullo, del Corriere della Sera, il 15 giugno 2008:

«Ma è un fatto, non una mia opinione: il declino non esiste. Non esiste la recessione, né in Italia né nel mondo: recessione è quando per due, tre trimestri di fila il pil diminuisce; invece l’Italia è sempre cresciuta, sia pure poco. Non esiste neppure la crisi dei subprime ».
Come non esiste?
«Esiste una crisi di crescita. E di governance. Ma i subprime non c’entrano niente. I derivati sono un aspetto virtuoso, positivo, della straordinaria crescita economica americana di questo decennio. La tensione sui subprime incide in minima parte sui bilanci delle banche. Crederà mica che la Northern Rock sia fallita per i subprime? È crollata la fiducia dei risparmiatori. Dobbiamo e possiamo recuperarla».
Sì, ma in che modo?
«L’economia italiana non è messa male...(...) Tremonti è fantasioso, io sono fantasioso. Giulio ha grandi visioni, io ho grandi visioni. Lui è geniale, io sono geniale. Ecco, il nostro è un rapporto tra due persone geniali».

martedì 14 ottobre 2008

Classi differenziate per gli emigranti

Il leghista Roberto Cota ha presentato una mozione sull'istituzione nella scuola dell'obbligo di classi riservate agli alunni stranieri che non parlano o parlano poco la nostra lingua, le «classi d'inserimento ».
La mozione è passata tra le polemiche con una maggioranza di venti voti: 265 sì e 246 no e un astenuto. È stato necessario il cambiamento di alcuni termini per scongiurare una spaccatura nella stessa maggioranza: «classi di inserimento» piuttosto che «classi ponte», un sostantivo che lascia dei dubbi sull'attraversamento, e sottolineando che la finalità del provvedimento è quella di «favorire» l'ingresso piuttosto che «autorizzarlo», dal momento che le autorizzazioni con la formazione non hanno molto in comune. L'ingresso degli studenti stranieri nelle nostre scuole in futuro dunque potrebbe avvenire attraverso nuove regole: somministrazione di test e altre prove di valutazione. Chi non le supererà verrà inserito in apposite classi che dovrebbero favorire l'apprendimento della lingua italiana, propedeutico all'ingresso nelle classi tradizionali. Altra novità: non sarà consentito l'inserimento degli studenti stranieri nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno e la loro distribuzione dovrà essere proporzionata al numero complessivo degli alunni.
"La mozione di Roberto Cota - scrive il Corriere della Sera - ha rischiato di determinare una frattura nella stessa maggioranza. Alcuni esponenti si sono dissociati in modo netto come i deputati del Pdl Nicolò Cristaldi e Mario Pepe. L'idea di combattere l'emarginazione creando classi speciali non ha convinto soprattutto il vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino. L'idea sarà anche buona, ha osservato, ma la formulazione risulta alquanto infelice. Bocchino ha suggerito alla Lega di cambiare alcune parole: meglio chiamarle «classi di inserimento». Cota, relatore, che aveva al suo fianco il leader della Lega, Umberto Bossi, e il sottosegretario all'Istruzione, Giuseppe Pizza, per il governo, hanno accolto il suggerimento e la mozione è stata approvata".

Saviano costretto a lasciare l'Italia

Roberto Saviano rischia la vita. E decide di andarsene, per riprendersi la vita, per recuperare un diritto che si è giocato per denunciare il ruolo della camorra, del clan dei Casalesi nella guerra per il controllo dell'economia in Campania e fuori dalla stessa regione. Qualche tempo fa lo scrittore denunciò che erano arrivati in via della Spiga, un luogo simbolo nel cuore del potere economico-finanziario milanese. Il suo sfogo accorato merita di essere conosciuto, lo farei leggere in classe per spiegare come sia difficile realizzare la legalità nel nostro Paese. Si parla tanto, e a sproposito, di sicurezza e lo Stato non è nemmeno in grado di tutelare chi si batte per contrastare con la semplice forza delle parole la criminalità diffusa, che controlla aree importanti e vaste in Italia.

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/camorra-3/lascio-italia/lascio-italia.html

Finalmente se ne sono accorti

L'avevo detto qualche giorno fa, basta rileggere il commento "La finanza e von Clausewitz". Ieri il presidente della Consob ha lanciato un allarme preoccupato:"Suscitano nuove preoccupazioni - ha spiegato Cardia - le conseguenze che la situazione del mercato può avere sull'esposizione delle società quotate a tentativi di acquisizioni ostili. Le indagini della Consob consentono peraltro di affermare che gli intermediari più attivi dal lato delle vendite del mercato azionario italiano sono esteri o di matrice estera. Anche gli ordini di vendita più consistenti ricevuti da intermediari italiani sembrano provenire dall'estero".
Ancora qualche tempo, poi i compratori verranno allo scoperto. Allora probabilmente bisognerà porre mano alla mappa del potere economico-finanziario italiano.

venerdì 10 ottobre 2008

Cosa sono i mutui subprime? C'è un nero in Alabama..

Suggerisco la visione di questo filmato, uno scambio tra due comici inglesi sui mutui subprime.
Attenti a quanti dicono in questi giorni che una crisi finanziaria come questa era difficile da prevedere. Questo duetto, molto divertente, è dell'agosto 2007. Grazie a Guillermo, che me lo ha fatto avere, con la versione inglese e spagnola.
Poi vi propongo l'articolo sugli effetti della crisi finanziaria in Giappone di Francesco Sisci, il cui blog ho messo tra i miei preferiti in fondo a questa pagina

http://www.invertired.com/quimu/videos/25/34

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=98